|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
|
 |
La Casa si aprì senza cerimonie e discorsi, secondo lo stile che il Maestro desiderava in
tutto, il 10 ottobre 1902. La notizia comparve sul Corriere della Sera del 12/13 ottobre
1902, poche righe senza un titolo di rilievo: ”ieri, giorno che segnava l’89° anno di nascita
di Giuseppe Verdi, la casa di Riposo accoglieva i primi ospiti: 4 donne e 5 uomini.
Lauretta Romanò, Milano, artista e maestra di canto. Giusepe Fossati, n. Monza, Milano,
corista comprimario direttore di scena. Virginia Pozzi, n. Faenza, Bologna, artista di
canto. Luigi A. Giovannini, Genoano di Roma, professore nelle bande municipali. Angela
Repossi, Milano, artista di canto. Giacomo Vietti, artista di canto e organista. Onorato
Pasini, n. Cremona, Saronno, organista”. Fu tutto.
L’Illustrazione Italiana nel numero del 28 gennaio1906 dedicò quattro pagine alla Casa di
Riposo, per ricordare i cinque anni dalla scomparsa del Maestro. “…Non lontano dall’esposizione
del Sempione, che si prepara tra il fragore dei carri, il picchiar dei martelli, lo scambio di
voci, di comandi, sorge l’asilo di pace, il palazzo silenzioso: non è la casa del sonno
dell’Ariosto, è la casa delle memorie di tanti artisti italiane…Oggi, 1906, la casa conta 34
uomini e 14 donne. E’ una famiglia di 48 ospiti sui quali vigila un direttore che è una specie
di padre, ed è anche un medico, il dott. Celestino Vellini, succeduto a quattro direttori…”.
|
|
 |
 |
|