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Nel 1873 Verdi si recò nuovamente a Napoli per presenziare personalmente alle prove dell’Aida.
Nell’attesa che la Stolz si riprendesse da una malattia, il Maestro e Giuseppina cedettero alle
insistenze di Morelli e posarono per i busti che il giovanissimo Gemito plasmava in creta. Da quella
terracotta è tratto il bronzo del Maestro esposto nella Casa di Riposo, mentre l’originale è ancora nella
Villa di Sant’Agata.
Anche Giovanni Boldini era un fervente ammiratore di Verdi: nel 1882 aveva eseguito il piccolo ritratto Direttore
d’orchestra, che ritrae Emanuele Muzio. Il sogno di ritrarre il Maestro in persona si avverò a Parigi nel
1885, quando Boldini completò un dipinto inviato a Sant’Agata solo nel 1893. A questo ritratto seguì il più
famoso ritratto di Giuseppe Verdi con sciarpa bianca e cilindro, che il pittore donò di persona alla Galleria
Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1916.
La nuova sistemazione della sezione museale della Casa di Riposo è stata seguita dalla Soprintendenza per i
Beni Artistici e Storici di Milano e preceduta dalla schedatura di tutte le opere di proprietà della Casa di
Riposo, cui ha collaborato la dottoressa Valentina Maderna.
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