Intervista di Dario Fonti
 
D: Che cosa significa la musica per lei?
K: La musica è la cosa più importante della mia vita, perché sono figlia d'arte. Mio padre è un compositore abbastanza noto nel mio paese, io sono georgiana. Sono nata e cresciuta nell'ambiente musicale e già quando avevo tre anni cantavo in sala di incisione. Sono venuta in Italia per perfezionarmi come solista e l'anno prossimo andrò a fare l'esame alla Scala. Verdi è il mio compositore preferito e vivere qui è una fortuna e penso mi porterà fortuna vivere nella casa che è stata fondata da lui.
D: Come è cambiata la tua vita da quando vivi qua?
K: È cambiata tantissimo, ho conosciuto queste persone che hanno tanta esperienza, sono molto simpatici, disponibilissimi, il mio modo di vedere il mondo dei valori è assolutamente cambiato, perché conoscendo questa gente è impossibile. Lavorando con loro imparo tantissimo non solo per la mia professione, ma in generale, io posso chiedere qualsiasi consiglio. Vivere qui mi ha arricchito tantissimo, sono proprio fortunata.
D: Come è cambiato, se è cambiato, nel corso degli anni, il rapporto con la musica? Non necessariamente il tuo rapporto personale, quello generale, con l'avvento di nuove tecnologie, col fatto che si ascolti musica con il computer...
K: Non lo so, certo adesso è più facile. Ci sono pianoforti che suonano da soli; passa il tempo e queste cose si sviluppano, ma io proferisco ascoltare Verdi piuttosto che la musica contemporanea fatta con questi nuovi mezzi. Ci sono valori che rimangono per sempre.
D: Chi era Giuseppe Verdi?
K: Giuseppe Verdi è un grande amore, bontà e pace. Sa perché bisogna sempre far ascoltare Verdi ai bambini? Perché ascoltandolo dall'infanzia non è possibile diventare cattivi. Io penso sempre, quando sento qualcosa di brutto, che sicuramente chi l'ha compiuto, non ha ascoltato Verdi.