Intervista di Dario Fonti
 
D: Che cos'è la musica, che cosa rappresenta per lei?
E: E' quella che mi tiene su, che mi dà la vita, ho avuto consensi da maestri o poi ho anche cantato, ma ho sempre lavorato, lavoravo alla Marelli, ho sempre lavorato, mi davano i permessi per andare a cantare. Ho cantato anche nel coro della Scala, ma il lavoro non l'ho mai lasciato. Alla Marelli guardavo i motori, se andavano bene o andavano male, dopo ho trovato la Pampanini, la celebre soprano, sono andato da lei e in quattro e quattro otto, mi hanno fatto venire una voce. Ero la voce più bella sulla piazza di Milano, ma ho trovato un sacco di gente invidiosa, ho fatto concorsi e ne ho vinti, ma mi mettevano i bastoni tra le ruote. Ho vinto il concorso Nuovo, volevo andare nel coro della Scala per stare in mezzo alla musica... non ai motori. Ho cominciato a studiare che avevo 30 anni e ho vinto il concorso, ma la soprano Mafalda Favero diceva che non dovevo fare il corista ma l'artista, ma io avevo un lavoro e dovevo mantenere la famiglia… Torre del Lago è importante perché è il luogo di Puccini, hanno cantato tutti i grandi e ho cantato anch'io, pensi, e io lavoravo alla Marelli.
D: Com'è cambiata la sua vita da quando vive qui a Casa Verdi?
E: Mi sono trovato subito benissimo. Qui vengono degli ospiti, dei giapponesi, degli americani dei tedeschi, poi gli italiani e quando canto io la gente si commuove, mi fanno degli applausi che non li prendono nemmeno quelli della Scala che vengono a cantare qui. Perché lo spettatore dorme, ma con me sente la carica. E oggi... i giapponesi ci superano in tutto, vengono qua e si mettono a cantare con gli italiani.
D: Immagino abbia molti episodi particolari da raccontare...
E: No, ho fatto cose normali. Avevo la figlia in collegio a Varese e tutte le domeniche andavo a trovarla. Una volta ero lì seduto e dall'altra parte c'erano dei giovanotti che facevano di quel baccano... vicino a me c'era un carabiniere, e qualcuno gli ha chiesto di far smettere i ragazzi, perché davano fastidio, io per paura che succedesse qualcosa, ho fermato il carabiniere e mi sono messo a cantare. Appena mi hanno sentito cantare hanno smesso subito di fare baccano e così ho evitato un litigio. Un'altra volta, invece, io ero andato a Torre del Lago a cantare e avevo appuntamento con la moglie di un amico che mi aveva trovato un alloggio per fare le ferie. Finita la recita la prima sera, parto e vado a Bellaria, io avevo l'indirizzo, ma non c'ero mai stato. Arrivo a mezzanotte e trovo i vetturini, perché c'erano ancora i cavalli, chiedo indicazioni e una persona mi aiuta e comincia a girare, ma non riusciva a trovare la casa. Dopo un po' gli dico di fermarsi e inizio a cantare... alla fine mi sentì la signora che ci ospitava. Il vetturino non sapeva più cosa dire e quando dovetti pagare non volle niente. Mi chiese solo l'indirizzo e qualche volta mi scrisse.