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Casa Verdi in festa per Liana Lari
Con vivo piacere ho accolto l'invito a unire la mia testimonianza a quella di quanti hanno avuto la fortuna di apprezzare l'impegno profuso per anni dalla signorina Liana Lari che, a giorni, compirà i novant'anni di età. Nel lungo periodo della mia attività presso la "Casa Verdi", la persona con cui ho maggiormente collaborato è stata certamente lei.
All'inizio del mio servizio, nel 1970, ella era già Consigliera della Fondazione da più di sette anni, dopo aver svolto altre attività assistenziali di rilievo a favore dei minori e, in particolare, degli orfani di caduti per la libertà.
Successivamente, ha ricoperto altri incarichi nel Consiglio dell'Ente, fra cui quello di Presidente, dal 1980 al 1995.
Nel periodo trascorso al suo fianco, ho potuto vivere le più significative vicende della "Casa Verdi" ammirandone, in ogni circostanza, l'assoluta dedizione, un'attenzione sempre viva per le esigenze degli anziani ospiti e una serena forza d'animo anche nelle situazioni più difficili e impegnative. Senza trascurare la rigorosa fedeltà a una tradizione di disinteresse e correttezza che ha fatto dell'Istituzione Verdiana un caso, non unico, ma certamente raro di buona amministrazione della cosa pubblica, in anni difficili caratterizzati anche da abusi e scandali.
Molti sono i ricordi che si affacciano alla mia mente pensando al lungo cammino percorso con lei, al servizio della "Casa".
Ma una vicenda desidero ricordare più di ogni altra, non tanto per la rilevanza che ha avuto per l'Istituzione quanto per il ruolo svolto al riguardo della signorina Lari. Mi riferisco alla possibile, per non dire probabile, soppressione dell'Ente come realtà autonoma, avviata da una disposizione di legge del 1977.
La relativa procedura sembrava irreversibile e il destino della Fondazione Verdiana segnato. Ma la signorina Lari anche questa volta, anzi soprattutto questa volta, non si arrese e, forte della propria fede nella bontà della causa perseguita, iniziò un'intensa attività coinvolgendo la stampa e diverse personalità del mondo politico, artistico e culturale che portò, in meno di due anni, all'adozione di un provvedimento con il quale veniva riconosciuta la piena autonomia dell'Istituzione.
Ho voluto ricordare, a distanza di tempo, questi fatti perché, al di là della loro rilevanza, ritengo rappresentino una sintesi particolarmente significativa dell'efficace impegno al servizio degli altri che, in perfetta sintonia con l'ideale ispirazione di Giuseppe Verdi, ha caratterizzato la lunga, generosa ed esemplare attività di Liana Lari.
Ambrogio Nova |