LA VOCE N°6, DICEMBRE 2002
PICCOLA PIANTINA CINESE

Prima di iniziare a raccontarvi una storia che a molti di voi sembrerà poco verosimile, faccio una premessa, che spieghi il perché una piccola pianta cinese, arrivata come dono natalizio abbia potuto provocare in me una crisi di terrore e di panico. Molte persone sono disturbate da manie ossessive, ed io sono nata con una spiccata avversione per un certo disegno geometrico, quello conico, come ad esempio i cerchietti forati delle arnie delle api o disegni simili su qualsiasi materiale; questi piccoli coni suscitano in me ribrezzo e forte voglia distruttiva.
Mancavano pochi giorni a Natale, ed incominciavano ad arrivarmi segni augurali, più o meno impacchettati, che mettevo da parte per aprirli al pranzo natalizio, in casa di mio figlio. Il mattino dell'antivigilia, entrando in sala da pranzo, trovai Anna, la mia domestica, che mi attendeva e che, col più affettuoso degli auguri, mi offrì il suo dono natalizio, posto su un tavolinetto. Io mi avvicinai e quando i miei occhi si posero su quel gruppetto di canne di bambù, legate assieme con un nastro dorato, e sui fori erano posati minuscoli dischi verdi e lucidi, ammiccanti, nel riflesso di luce che veniva dalla finestra, un brivido di orrore mi paralizzò. Trovai la forza di dominarmi, e ringraziai la donna.
Quando fui sola mi presi il viso fra le mani, incominciai a tremare e fui presa da un attacco di panico. Sentivo su di me l'effetto malefico di questa pianta che, col suo aspetto formato da canne forate aveva fatto riemergere quella mia strana e scioccante fobia, con una sensazione presaga di eventi spiacevoli. Fu una strana coincidenza ma, quando accadde, pareva riallacciarsi al provato presentimento di incorrere in situazioni spiacevoli. Il fatto fu, che la mattina del giorno di Natale, fui colpita da una grave forma virale gastroenterica che mi fece star malissimo, e che richiese per tutto il giorno l'assistenza di mio figlio e di una mia nipote, annientando così la gioia di una festa familiare, a cui tenevo moltissimo. Fu questo il Natale più brutto della mia vita.
Avvilitissima, mi resi conto che troppe responsabilità gravavano sulle spalle dei miei cari, e questo sconcertane e imprevisto episodio fu certo la molla che mise in moto la mia fuga verso... Casa Verdi. Tralascio di narrare lo stress (con ripensamenti, dubbi, incertezze) subito nei mesi precedenti il 3 giugno scorso, data in cui fui ammessa come ospite. Felicissima della decisione presa, ringrazio la cara signora Lucia e tutti voi, per avermi accolta con tanto affetto e amicizia in questa Casa, che ora è anche la mia.
A voi tutti molti auguri per il prossimo Natale.

Vera Grottolo