| Un aneddoto
Questo breve aneddoto, lo racconto per ricordare e soprattutto per ringraziare ancora una volta il celebre tenore Beniamino Gigli. Agli inizi di carriera, un giorno, dopo aver passato parte della mattinata in galleria, (allora era considerata il secondo ufficio di collocamento di Milano), al rientro a casa trovai un messaggio, con il quale mi si invitava a passare subito dal dott. Bianchi (capo dell'ufficio di collocamento) per comunicazioni urgenti. Alle ore 14 mi presentai e mi chiese di partire subito per San Giminiano, per due recite di Pagliacci di Leoncavallo. Non disponendo allora di mezzi di trasporto, oltre la bicicletta, optai per il treno e l'autobus, ma per varie coincidenze arrivai ad Empoli molto tardi cosi dovetti pernottare li. Al mattino seguente, prima di arrivare in teatro, notai dalle varie locandine appese che il protagonista dei Pagliacci era niente meno che il celebre tenore Beniamino Gigli. Emozionatissimo, mi avviai verso il teatro e la prima persona che incontrai fu il direttore M° Gabriele Santini, il quale non conoscendomi. dall'espressione non certo molto incoraggiante per me, mi chiese subito di cantare la Serenata. Al termine, cambiò espressione con un cenno di assenso, ed inoltre mi spiegò che la compagnia si era formata a Roma ma all'ultimo momento mancò il tenore che avrebbe dovuto sostenere la parte di Arlecchino, così dovettero rivolgersi a Milano per avere un sostituto. Faccio notare che l'altra opera che programma era la Gioconda di Ponchielli, con Maria Caniglia protagonista. Dopo la prima recita. chiesi gentilmente a Gigli una sua foto, egli acconsenti subito e in più scrisse una dedica, veramente molto lusinghiera per me, (questa sottolineatura non è frutto della mia fantasia, bensi vera) come testimonia la foto esposta nel corridoio dell'infermeria di Casa Verdi. Tra una recita e l'altra Gigli mi chiamò, e dopo avermi fatto alcune domande sulla mia carriera, mi consegnò un suo biglietto da presentare al direttore del Teatro Carlo Felice di Genova.
A settembre fui chiamato per un'audizione, in seguito alla quale mi scritturarono per cantare in Francesca Da Rimini di Zandonai, in Butterfly e in un'opera nuova che, se ben ricordo, era intitolata Il Candeliere. Con questo racconto ho il piacere di poter ringraziare ancora Beniamino Gigli, per la sua bontà e tanta predisposizione ad aiutare i giovani. Questo fatto avvenne nel mese di luglio di 63 anni fa, quando avevo da poco compiuto 28 anni e precisamente all'inizio di carriera.
Arnaldo del Signore
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