LA VOCE N°4, GIUGNO 2002
Un breve aneddoto

In estate prima della guerra, veniva organizzato un teatro d'opera viaggiante, sempre sovvenzionato dallo Stato, che veniva chiamato "Carro di Tespi". Nell'anno 1940, per un periodo di quattro settimane fui scritturato anch'io, per cantare come messaggero nell'Aida e come Gastone in Traviata .
Un giorno con il Carro di Tespi ci fermammo a Cuneo, per una rappresentazione di Traviata, e dalla locandina, venimmo a sapere con grande sorpresa di tutti che allo spettacolo avrebbero presenziato Sua Maestà Vittorio Emanuele III, la Regina Margherita e parte del seguito, già in vacanza nella tenuta di San Rossore .
Inutile dire che il complesso vocale era di ottimo livello, il soprano nome molto noto per avere già cantato in tanti grandi teatri fra i quali anche la Scala. Forse molto emozionata, alla fine dell'aria "Sempre libera degg'io", il soprano steccò l'acuto finale. Sgomento generale- ma alla fine andò tutto bene, con grandi ed interminabili applausi.
Quella stessa sera però, avevo un forte mal di testa, così appena terminato di cantare, lasciai il teatro per andare alla stazione a riposare nello scompartimento a me riservato. Alla mattina seguente, fui avvisato da uno dei tanti "leccapiedi" (che nei grandi teatri non mancano mai), che il Maestro Vitali, Direttore Generale del Carro di Tespi, mi attendeva nel suo ufficio per le ore 11.
Dopo avermi fatto attendere per ben più di mezz'ora, questi mi chiese il motivo per cui la sera precedente non avevo presenziato alla fine dello spettacolo, per cantare come sempre "gli inni nazionali". Gli spiegai la ragione, ma egli non mi credette, e per dimostrarmi la sua magnanimità "sono le sue stesse parole" per punizione, mi tolse solo tre giorni di paga.
Faccio notare, che sul palcoscenico anche se era molto grande, fra cantanti coristi ballerini, comparse, macchinisti ed altri, eravamo non meno di trecento persone; malgrado tutto, era stata notata la mia assenza.
Cose che per fortuna accadevano solo tanti anni fa... o forse no???

Arnaldo del Signore