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News
Giovedì 9 febbraio, ore 17.45
inaugura il IV ciclo di "Intervista col Maestro"
Venerdì 27 gennaio 2012, ore 11
Esce il primo numero della nuova serie
Link

www.villaverdi.org
Villa Verdi, S. Agata (Busseto)

www.studiverdiani.it
Istituto Nazionale di Studi Verdiani

www.socialinfo.it
Sito dedicato alle case di riposo

www.aslico.org
Associazione Lirica e Concertistica Italiana

 

Vestiti del Maestro Verdi

Vestiti di Giuseppe Verdi

I vestiti esposti a Casa Verdi provengono dalla camera dell'Hotel de Milan dove il musicista morì. Furono donati dal commendatore Giuseppe Spatz, proprietario dell'albergo, insieme ad altri oggetti tutti ritrovati nella stanza dell'Hotel dove soggiornava abitualmente il maestro.

Mentre i cappelli recano l'etichetta della Cappelleria Antonio Ponzone di Milano (Fornitore della Casa Reale), la cappelliera reca in evidenza il celebre marchio della fabbrica Borsalino.

Spinetta - Marco Jadra

Spinetta

Marco Jadra (seconda metà sec. XVI)
Cipresso, abete, faggio, bosso e pero tinto di nero, cassa in pioppo, 1560 ca.

La spinetta contenuta in una cassa di pioppo poggiante su sostegni non coevi è stata attribuita al veneziano Marco Jadra, attivo nella seconda metà del XVI secolo.

Realizzata probabilmente attorno al 1560, fu il primo strumento su cui si esercitò il giovane Verdi e venne restaurata nel 1821 da Stefano Cavalletti, come si ricava dalla scritta ad inchiostro che compare sulla superficie inferiore della leva del tasto più acuto: “Da me Stefano Cavalletti fu fato (sic) di nuovo questi saltarelli e impenati a corame e vi adatai (sic) la pedagliera che ci ho regalato; come anche gratuitamente ci ho fato (sic) di nuovo li detti saltarelli, vedendo la buona disposizione che il giovanetto Giuseppe Verdi di imparare a suonare questo strumento, che questo mi basta per essere del tutto sodisfato (sic). Anno domini 1821”.

Calco in gesso della mano e maschera mortuaria di Giuseppe Verdi

Calco in gesso della mano e maschera mortuaria di Giuseppe Verdi

Dentro la teca, realizzata probabilmente su disegno dell'architetto Camillo Boito, sono conservati i calchi in gesso della mano e della maschera mortuaria di Giuseppe Verdi, eseguiti dal vero all'indomani della morte del Maestro.

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