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La Voce di Casa Verdi

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Teatro, Festa di via e Concerto MITO
Martedì 15 giugno, ore 11
Conferenza stampa
Lunedì 17 maggio, ore 17
Intervista col Maestro, II ciclo
Giovedì 15 aprile, ore 16
Concerto su invito
Sabato 27 e domenica 28 marzo
Diciottesima edizione
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www.villaverdi.org
Villa Verdi, S. Agata (Busseto)

www.studiverdiani.it
Istituto Nazionale di Studi Verdiani

www.socialinfo.it
Sito dedicato alle case di riposo

 

Ricostruzione della sala da pranzo a Palazzo Doria a Genova Sala

Mobili della sala da pranzo di Giuseppe Verdi

Francia, 1860-1870 ca.
Interni in legno di rovere intagliato con impiallacciature in noce, connessioni e serrature in ottone, applicazioni in bronzo fuso e dorato, piani in marmo scolpito.

I mobili componevano la sala da pranzo del Maestro a Villa Doria a Genova. Vennero probabilmente comprati da Giuseppina Strepponi Verdi a Parigi negli anni 1860-1870 e sono caratterizzati dalla presenza del monogramma con le iniziali del musicista GV.

La credenza con alzata a vetri, come pure il tavolo e sette delle quattordici sedie, sono molto probabilmente di fattura francese, mentre il mobile più piccolo con alzatina e i due tavoli a muro dai piani in marmo e le sette sedie di dimensioni leggermente diverse rispetto alle precedenti potrebbero essere stati realizzati posteriormente ed essere frutto di maestranze italiane.

Ritratto di Giuseppe Verdi - Lorenzo Gemito

Ritratto di Giuseppe Verdi

Vincenzo Gemito (Napoli, 1852 - 1929)
bronzo fuso, 1873

Il ritratto venne eseguito durante il soggiorno di Verdi a Napoli per la rappresentazione dell'Aida nel 1873 al Teatro San Carlo.

Domenico Morelli, d'accordo con l'amico Filippo Palizzi, condusse il giovanissimo Vincenzo Gemito dal compositore affinché l'esordiente scultore potesse trovare il denaro necessario per riscattare il servizio militare.

Il Maestro accettò volentieri di aiutare l'artista ed in cambio gli venne offerta l'esecuzione del ritratto suo e di quello della moglie Giuseppina. Quando le opere in terracotta furono ultimate, Morelli e Gemito decisero di compiere anche una versione in bronzo del busto di Verdi, per fargliene dono; lo scultore si prese inoltre l'incarico di portarli fino a Sant'Agata per consegnarli al suo benefattore.

Ritratto di Giuseppina Strepponi Verdi - Vincenzo Gemito

Ritratto di Giuseppina Strepponi

Vincenzo Gemito (Napoli, 1852 - 1929)
terracotta, 1873

Il busto raffigura Giuseppina Strepponi (1815 - 1897), cantante lirica e seconda moglie di Verdi, sposata il 29 agosto 1859 a Collonges sous Salève. La soprano aveva interpretato il personaggio di Abigaille nel Nabucco verdiano (1842), ma dal 1846 si era ritirata dal palcoscenico e viveva a Parigi, dove insegnava canto. Qui si era ritrovata con Verdi negli anni successivi ed insieme avevano vissuto in Francia e poi a Busseto, fino al matrimonio.

Il ritratto fu realizzato nel 1873 a Napoli, insieme a quello di Giuseppe Verdi, durante il soggiorno di quell'anno per le prove dell'Aida.

Sembra che lo scultore avesse difficoltà a compiere quest'immagine, poichè i lineamenti della donna, per quanto regolari, non erano particolarmente espressivi: l'atteggiamento mite e paziente della moglie di Verdi non mitiga la descrizione realistica del volto.
L'uso della terracotta consente di seguire ancora il percorso creativo del Gemito, in particolare nell'attenta stesura del volto e della capigliatura, su cui poggia un velo traforato, reso con eterea leggererezza nonostante la minuziosità dei dettagli.

 
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